Cenni storici di Assisi -History of Assisi
A parte le leggende che riguardano il suo più lontano passato e più precisamente le sue origini, si sa con certezza che assisi fu un centro degli antichi Umbri, più volte in lotta con le confinanti località etrusche e poi ad esse alleata quando si tratto di fronteggiare l’avanzata di Roma. Fu quindi municipio romano colo nome di Asisium.
Durante questo periodo registrò un notevole sviluppo economico e urbanistico: ne sono ancor oggi testimonianza il bellissimo tempo di Minerva, tuttora conservato in buone condizioni, sebbene trasformato in chiesa; le rovine dell’Anfiteatro e del Teatro ed una cisterna romana. Fu anche patria del poeta Properzio. Con la fine dell’impero romano la città subì diverse traversie fino a che venne inglobato nel Ducato longobardo di Spoleto.
Agli albori del 1000 Assisi divenne libero comune: le lotte più aspre le sostenne con la vicina Perugina, comune guelfo, con la quale infine pattuì una lunga pace. Risale a questo periodo (1182) la nascita di Giovanni di Bernardone (poi San Francesco) che tanto influirà sulla vita della stessa città non soltanto dal punto di vista strettamente religioso, ma anche e soprattutto dal punto di vista culturale ed artistico. Basti pensare non solo alle chiede e a tutti gli edifici religiosi che sorgeranno – primo fra tutti la Basilica di San Francesco -, ma anche a tutti quegli artisti Giotto soprattutto) che abbelliranno la chiesa con i loro capolavori pittorici e che caratterizzeranno gran parte dell’arte del tempo. Se tanti edifici e chiese sorgono in questo periodo sotto la spinta del rinnovamento culturale del francescanesimo, altrettanto sono quelli che vengono restaurati, trasformati ed ampliati: oltre alla Basilica di San Francesco, sorge quella di Santa Chiara; si rinnovano e si abbelliscono le chiese di San rufino e di San Pietro.
Si innalzano i Palazzi del Capitano del popolo e del Monte frumentario ed anche alcune porte. Nella pittura operano, oltre a Cimabue e Giotto. Il Maestro di San Francesco e quello di Santa Chiara, Hunta Pisano e Pietro Lorenzetti. Dopo un certo periodo di tranquillità conseguente alla pace con Perugina, Assisi, durante il rinascimento fu governata da diverse signorie il cui dominio fu caratterizzato da cruenti lotte con le città vicine, a seguito delle quali subì diversi terribili saccheggi e devastazioni. In campo artistico lo stesso rinascimento vede ancora sorgere palazzi, fontane e, in campo pittorico, le opere più significative sono da additare nella costruzione della Basilica di Santa Maria degli Angeli (architetto Galezzao Alessi, che lavorerà anche al rifacimento dell’intero duomo di San Rufino).
Ma il fervore creativo che aveva caratterizzato i secoli precedenti si è ore sicuramente
impoverito.
Agli albori del XVI° secolo, termina per la città la fase più tormentata della sua storia: essa viene inglobata nello Stato Pontificio sotto il quale resterà, senza particolari problemi. Fino alla sua annessione al regno d’Italia.
La sua storia da questo momento si identifica con quella dello Stato Italiano, la sua vita religiosa e culturale ed il suo stesso aspetto fisico sono da sempre fortemente permeati dalla figura di San Francesco.
Una tale personalità non poteva che lasciare il segno della sua presenza e della sua forza su una città, quale appunto Assisi, che si esalta e si arricchisce, in ogni suo aspetto, di quella stessa bellezza, di quello stesso fervore misticocce è stato proprio di Francesco. A buon diritto si può dire che le sue chiese, le sue case, parlino continuamente del Poverello e anche l’atmosfera che regna in questa suggestiva cittadina, sia profondamente permeata di tutti quei valori di semplicità ed amore che rimangono ancor oggi, come il messaggio universale del Santo