La Basilica di San Francesco
La Basilica di San Francesco ha una storia molto interessante. Essa, a differenza della maggior parte degli edifici religiosi è stata ideata e realizzata in un tempo complessivamente breve, anche se non sono mancati abbellimenti ed ampliamenti portati a termine in epoche successive. Essa infatti ebbe la fortuna di essere compiuta secondo un progetto unitario almeno nelle sue linee generali.
La Chiesa presenta una struttura articolata in modo originale. Risulta evidente, ad un primo sguardo d’insieme, la diversa sistemazione delle parti architettoniche: la Basilica infatti è composta di due chiese sovrapposte ed orientate in modo diverso, almeno nella facciata, non c’è strettamente collegate tra loro in modo tale da dare un’impressione di uniformità e quindi di intima connessione. E’ certo che fin dall’inizio la Chiesa venne concepita come duplice, se non altro perché il terreno, scosceso e con forti dislivelli, non permetteva di elaborare un progetto uniforme.
Inoltre, anche l’ideazione della costruzione del complesso basicale, che aveva come obiettivo quello di onorare e contenere le spoglie del Santo, fu praticamente contemporanea o di poco successiva alla morte di Francesco.
Bisogna inoltre notare che la realizzazione dell’opera fu portata a termine nell0arco di pochissimo tempo grazie all’interessamento fervido di Frate Elia in primo luogo del papa Gregorio IX° e di tutti quei fedeli che spontaneamente e con abnegazione contribuirono all’edificazione di tale opera. Quanto all’ideatore della Basilica non si può che riconoscerlo nello stesso frate Elia e non solo perchène fu il patrocinatore, ma soprattutto perché ne dettò le linee architettoniche. Chi altri intervenne nel progetto e nell’elaborazione delle varie parti, non è dato riconoscere con sicurezza, anche se molti sono i nome che si affollano nella cronaca storica.
E’ certo che dopo la morte di Elia, ma anche precedentemente, molti architetti contribuirono e dettarono le bienne di costruzioni, ed è pur vero che, successivamente a frate Elia, continuò ed anzi si intensificò l’opera di abbellimento pittorico. Si sa comunque con sicurezza che à nel 1230 le spoglie del Poverello vennero traslocate nella cripta della chiesa Inferiore. Nel 1253 il complesso balisicale era praticamente terminato, almeno per quel che concerneva la struttura architettonica della chiesa e, in quello stesso nano, ebbe la consacrazione del papa Innocenzo IV°.
Per quanto riguarda la storia delle decorazioni pittoriche, avremo modo di esaminarle dettagliatamente nel corso della visita alla Basilica
La chiesa inferiore
Siamo di fronte all’elegantissimo portale d’ingresso della chiesa Inferiore, un capolavoro dell’arte romantico-gotica, esso è preceduto da un’ampia ed unica arcata a tutto sesto sostenuta da due colonne composite e ppoggianti su basamenti quadrangolari.In altro corre un breve coronamento abbellito da un delicato motivo a festoni e da due figure a bassorilievo. Sotto la volta creata dall’arco si aprono due porte tribolate ed un raffinatissimo rosone: l’insieme è contornato da una fitta serie di arcate ogivali che creano una specie di tenui chiaroscuri. La bellezza del portale è aumentata dalla delicata policromia dei marmi e dei mosaici che decorano.Interno della Chiesa:
suggestivo per l mirabile fusione dell’architettura e della pittura, per la compresenza dello stile romanico e gotico e per quella penombra così ricca di suggestione e di raccolta religiosità.

Anche il braccio trasversale che precede la navata e ache ha un maggiore sviluppo in altezza rispetto al resto della chiesa, p diviso in tre parti; le volte sono decorate da maestri seicenteschi.
Appena entrati, sulla sinistra si trova la Cappella di San Sebastiano ove è esposta, un una nicchia, una tonaca di san Francesco, le sue scarpe, la pezza con cui si proteggeva la ferita del costato.
Di fronte, sulla’latra parete si ammira un monumento sepocrale di chiara impronta gotica. Dsi seguito vi è un pulpito quattrocentesco adornato da bei riquadri marmorei policomi. Esso appartenne alla famiglia Nepis.
Segue un altro sepolcro, probabilmente dell’imperatore di Costantinopoli Giovanni di Brine.
Il trasetto, sul fondo , si apre in una piccola cappella dedicata a Sant’Antonio, vicino vi è l’accesso al cimitero, situato in un chiosto di non grandi dimensioni, ma intensamente suggestivo per la mirabile fusione tra architettura e vegetazione e per quel senso di srenità che emana da un’ambientazione così raccolta e silenziosa.Una serie di doppie arcate accoglie, un tranquilla pace, una serie di tombe.
Si torna nel braccio trasversale della chiesa e subito sulla destra si trova la Cappella di Santa Caterina realizzata da Fattapone di Gubbio per il Cardinale di Albornoz. In essa si possono notare le belle vetrate ed il Crocefisso dell’altare, oltre al ricco rivestimento marmoreo che caratterizza l’ambiente. Gli affreschi sono di Andrea di Bologna e narrano la passione della Santa.
Torniamo ora la centro per iniziare la visita della navata.
Osserviamo ancora il fascino che emana da questo ambiente fortemente chiaroscuro e mirabilmente decorato nelle volte da delicati motivi ornamentali e dalla sottolineatura dei costoloni.
Inotrel vi p la prima cappella a sinistra della navata, la Cappella di San Martino, di Simone Martini, che decorato il tutto con bellissimi affreschi che raffigurano Santi e storie della vita di San Marino.

clicca per ingrandireLa successiva cappella detta di Pietro dell’Alcantare, piccola e disadorna.
L’altare maggiore è un’opera di elegante fattura gotica, nel braccio sinistro , invece, interamente decorato con una serie di affreschi eseguiti in maggioranza da Pietro Lorenzetti ed aiuti, tra cui lo stesso fratello Ambrogio.
Tra i numerosi soggetti riguardanti le storie della Passione e le storie di San Francesco, spiccano per particolare virogre pittorico e per l’armonica e delicata composizione dell’insieme, quella della Corcefisssione, della “Madonna del Bambino e Santi” de della “deposizione della Croce”
La cappella in fondo al braccio sinistro è dedicata a san Govanni Battista e presenta un be dipinto di Pietro Lorenzetti raffigurante la “Madonna col bambino, San Francesco e San Giovanni” posto opra l’altare. Di qui si accede alla Sagrestie.
Nell’abside si possono ammirare lo stupendo coro in legno di stile gotico realizzato da vari maestri intagliatore intarsiatori, le belle vetrate ed un seicentesco affresco raffigurante il “Giudizio finale"
La Chiesa Superiore
Ci si può giungere attraverso la doppia scalinata che si apre sulla piazza Inferiore o dall’interno della Chiesa che abbiamo appena visitato, tramite una porta che si apre nel transetto di destra. Per maggiore comodità di descrizione iniziamo la visita dall’esterno portandoci dunque sulla piazza Superiore.
La nella costruzione di eleva in fondo ad un ampio spazio verdeggiante che esalta i colori dei mami che contribuisce, in qualche misura, ad offrire un’atmosfera di serena pace.
La facciata, girata di 90° gradi rispetto a quella inferiore, si presenta ripartita in tra zone da un cornicione.
La parte sottostante è adornata da un elegante e sobrio portale gotico; quella centrale presenta un raffinatissimo rosone; la parte superiore, a capanna, offre solo una finestra circolare.
Lo stile è sostanzialmente quello gotico ed anche se le linee portanti sono estremamente semplificate, gli elementi di questa arte, nuova per quei tempi, trovano quindi un momento di mirabile fusione.

